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Restaurare, integrare e ricostruire, come conservare il patrimonio monumentale antico: "Selinunte, restauri dall'antico"




Presentata la prima sistematica raccolta di contributi scientifici sui diversi approcci al restauro di uno dei monumenti più importanti del Mediterraneo. È il nuovo contributo della Fondazione Sorgente Group, che ha finanziato anche gli approfonditi studi archeologici del Tempio G e la realizzazione del plastico. Una riflessione sulle diverse teorie e esperienze concrete del restauro monumentale dell’antico. Dopo l’autorevole convegno “Selinus 2011”, i più illustri studiosi, che hanno dedicato la loro vita all’archeologia, dibattono su come conservare, restaurare, valorizzare un monumento perché sia fruibile alle future generazioni. Questo il filo conduttore dei saggi raccolti nel volume “Selinunte. Restauri dall’antico” promosso dalla Fondazione Sorgente Group, pubblicato da De Luca Editori d’Arte e Musa Comunicazione e presentato nella Sala Spadolini nel Collegio Romano (MiBACT). Alla presentazione sono intervenuti il Segretario Generale del Mibact Antonia Pasqua Recchia, il Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici Giuliano Volpe, il Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce, la ex Direttrice del Parco di Selinunte Caterina greco, l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi e il Direttore Scientifico della Fondazione Sorgente Group Claudio Strinati. Il libro è un’efficace quanto completa rassegna delle testimonianze di restauro delle architetture di età greco-romana in diverse località del bacino del Mediterraneo fino ad arrivare al dibattuto tema dell’anastilosi, ossia la ricostruzione del Tempio G di Selinunte attraverso la ricomposizione dei pezzi originali. Il maestoso tempio dorico, uno dei più grandi dell’occidente greco, è da secoli ammirato per le sue rovine, che nel 2011 già versavano in uno stato di profondo degrado. La Fondazione Sorgente Group, oltre agli studi e ricerche dei maggiori studiosi, ha sostenuto le operazioni di sondaggio sulle fondazioni, la pulizia dell’area rendendo nuovamente visibile tutto il perimetro del tempio e consentendo il primo rilievo aerofotogrammetrico dell’intero complesso, con i suoi rocchi e frammenti di architrave. Il progetto di recupero e studio fortemente voluto da Mario Luni, la sua ultima impresa, e da Valerio Massimo Manfredi, ha dato come esito concreto la realizzazione di un modello in scala del tempio G, composto da 6 mila pezzi di legno. “Per la prima volta – dichiara Manfredi – è stato effettuato uno studio completo sul tempio, con rilievi delle sezioni reali e ricostruttive dell’edificio, che hanno reso possibile realizzare il modello, generosamente donato al parco di Selinunte, dove oggi è esposto”. “Abbiamo accolto con molto entusiasmo la proposta di sostenere questo progetto di indagine archeologica e recupero del Tempio G di Selinunte, occasione per porre al centro dell’attenzione un sito archeologico unico al mondo. L’entusiasmo coraggioso di Mario Luni, che ricordiamo con stima, e di Valerio Massimo Manfredi ci hanno contagiato esortandoci a sostenere le fasi successive del progetto con la realizzazione del modellino in scala, del convegno e di questa pubblicazione, che testimoniano l’enorme lavoro fatto dagli archeologi per le Antichità”, dichiarano Valter e Paola Mainetti, presidente e vicepresidente della Fondazione Sorgente Group. Le esperienze raccolte dal volume “Selinunte. Restauri dall’antico” riguardano anche altri esempi di restauro in Sicilia e in Italia, per poi spostarsi in Grecia ad Atene sulle tracce del Partenone, l’anastilosi dei Propilei e il tempietto di Athena Nike, infine il tempio di Apollo a Bassae e il tempio di Zeus ad Olimpia. Vengono ripercorsi anche i casi di Leptis Magna, Sabratha e Cirene in Libia.