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Un Boldini introspettivo al Vittoriano: l'inedito acquarello "Cavallo e calesse" presentato da Fondazione Sorgente Group


Comunicato stampa

Un Boldini malinconico e introspettivo, molto diverso dal celebre ritrattista della bellezza femminile che tutti conoscono: è il ritratto insolito che emerge dall’acquerello “Cavallo e Calesse” della Fondazione Sorgente Group, presentato il 30 giugno nell’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano da Claudio Strinati e Valter Mainetti, rispettivamente Direttore Scientifico e Presidente della Fondazione Sorgente Group, nonché da Tiziano Panconi, Marina Mattei e Sergio Gaddi, i curatori della mostra dedicata a Boldini. Secondo Claudio Strinati: “Cavallo e Calesse è unico sotto diversi punti di vista. La tecnica dell’acquerello è piuttosto inconsueta per il pittore, mentre il soggetto utilizzato, un cavallo che traina un calesse su uno sfondo bucolico, e il periodo in cui fu realizzato, il 1905, lasciano pensare che possa essersi ispirato alla poesia La cavallina storna di Giovanni Pascoli”. Infatti i versi del poeta romagnolo, letti dal curatore Sergio Gaddi nel corso del convegno di presentazione, furono pubblicati solo due anni prima all’interno della raccolta “I canti di Castelvecchio”. Il capo reclinato del cavallo che trascina un calesse vuoto in un’atmosfera incupita da tonalità scure e pacate, sembra così ricordare la composizione che Pascoli dedicò a suo padre, morto in seguito ad un’aggressione da parte di ignoti sulla via del ritorno verso casa. Tiziano Panconi, Presidente del Museo archives Giovanni Boldini Macchiaioli, sottolinea che: “Le ricerche condotte in connessione ai contributi storico critici della mostra romana, ci consentono oggi di tracciare un più preciso profilo della personalità di Giovanni Boldini, in parte dissonante da quella dell’artista chic, simbolo della Parigi della Belle Époque”. Per Valter Mainetti, Presidente della Fondazione Sorgente Group: “Presentare l’acquerello di Boldini proprio nell’ambito della sua mostra personale qui al Vittoriano è sembrata l’occasione perfetta per rivelare un suo lato più intimista e malinconico”. La mostra ospita anche il Ritratto di Josefina Alvear de Errazuriz, che appartiene alla collezione dei coniugi Mainetti, che possiedono anche una preziosa raccolta di lettere di Boldini, sia private che legate al suo lavoro. “L’Art Nouveau e i suoi esponenti hanno un ruolo importante per le attività della nostra Fondazione. – sottolinea Paola Mainetti, Vicepresidente della Fondazione Sorgente Group – Nel 2012 abbiamo organizzato proprio presso il nostro Spazio Espositivo Tritone la mostra Un angolo di Art Nouveau a Roma con oggetti d’arredo e pitture dell’epoca firmate da grandi artisti di inizio secolo, come Emile Gallè, Galielo Chini, Louis Chalon, Peter Carl Fabergè, e appunto Giovanni Boldini.” (Per l’occasione è stato pubblicato il volume “Un angolo di Art Nouveau a Roma” di De Luca Editori d’Arte, luglio 2012).