Attivita'

Gaspar Van Wittel

Pinacoteca Capitolina: Intervento di restauro di sei Vedute di Roma su pergamena di Gaspar Van Wittel (Amersfoort, 1653 – Roma, 1673) in esposizione permanente.
Pinacoteca Capitolina - Piazza del Campidoglio 1 - 00186 Roma
Info : www2.comune.roma.it/museicapitolini/pinacoteca

 

Sorgente Group ha contribuito alla realizzazione dell’intervento di restauro di sei Vedute di Roma di Gaspar Van Wittel (Amersfoort, 1653 – Roma, 1673) conservate nella Pinacoteca Capitolina. Gaspar Van Wittel - padre del più noto architetto Luigi, che in seguito italianizzò il cognome in Vanvitelli - fu uno dei primi pittori a diffondere in Italia il concetto nord-europeo del paesaggio, caratterizzato dall'interesse per la precisione descrittiva. La serie delle sei piccole tempere su pergamena con vedute di Roma (25 x 43 cm) venne dipinta dall'artista olandese intorno al 1682. Pochi anni prima Van Wittel si era definitivamente trasferito a Roma, dove in breve tempo ottenne una vasta fama per le sue vedute, in genere di piccolo formato.

 

Le vedute restaurate sono:

 

vanvit 1Veduta di Castel S. Angelo di San Giovanni dei Fiorentini
Presa all’inizio dell’ansa del Tevere, dalla riva sinistra del fiume, la veduta è dominata a destra dalla mole del complesso absidale di San Giovanni dei Fiorentini e al centro, in secondo piano, da Castel S. Angelo racchiuso da bastioni; in primo piano a sinistra si nota un gruppo di pescatori. Nel corso della sua lunga produzione Van Wittel preferirà rappresentare questa veduta con l’inquadratura opposta.







vanvite 2Veduta di Monte Cavallo
La veduta del Quirinale – detto Montecavallo per la presenza delle sedute dei Dioscuri – è presa dal palazzo del cardinale Ferrero, poi demolitore sostituito dal palazzo della Consulta. Le statue dei Dioscuri compaiono ancora nella sistemazione della fine del secolo XVI, radicalmente modificata alla fine del Settecento; anche la fontana è stata sostituita con una antica vasca colossale nel 1813. È l’unica opera datata di questa serie: la scritta “1682” è visibile sulla base di uno dei Dioscuri.







vanvite 3 Veduta dell’isola Tiberina
La veduta è presa dalla riva sinistra del Tevere, nei pressi di un approdo sul fiume, in modo da consentire la visione dei due ponti che collegano l’isola alla città. Il campanile al centro appartiene alla chiesa di San Bartolomeo, circondata dagli edifici del complesso conventuale. In primo piano a sinistra si scorge la parte terminale del c.d. “Ponte Rotto”, l’antico ponte Emilio andato distrutto nel 1598 e rimosso alla fine dell’Ottocento.







vanvite 4 Veduta di Castel S. Angelo e dei Prati di Castello
Presa dall’antico Porto di Ripetta sulle rive del Tevere, la veduta mostra a sinistra il portale d’ingresso della Vigna Altoviti – di cui si vede il casino in secondo piano – Castel Sant’Angelo, la basilica di San Pietro e i palazzi vaticani, al di là della case del quartiere Borgo. Questa è la versione più “ristretta” (e probabilmente il prototipo) di un soggetto molto richiesto dai collezionisti e replicato dall’artista in numerose occasioni.







vanvite 5Veduta di Campo Marzio dai Prati di Castello
La veduta, dall’inedita inquadratura, è presa dall’antica Vigna Canuti, da un punto corrispondente all’incrocio delle attuali via Crescenzio e via Ovidio. La terrazza in primo piano compare in modo diverso nelle differenti versioni di questo soggetto ed è probabilmente un’ideazione dell’artista. Il panorama si allarga e comprende, da sinistra, Villa Medici sul Pincio, la chiesa di Trinità dei Monti, la più vicina chiesa di San Carlo al Corso e a destra il complesso del Quirinale.







vanvite 6 Veduta di Ponte Sisto
Il ponte venne fatto costruire da Papa Sisto IV negli anni settanta del Quattrocento. La veduta è presa dalla riva destra del Tevere, da un “affaccio” di una piazza di Trastevere. Tra gli edifici sulla destra, quasi a ridosso del ponte, l’edificio dell’Ospizio Ecclesiastico, detto popolarmente “casa dei cento preti”, e la spiaggia detta “della Regola”. Van Wittel aveva realizzato un bellissimo disegno di questa veduta, che servì come modello per le numerose repliche.