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Istituto Romano di San Michele: la Fondazione Sorgente Group valorizza tre dipinti inediti

La Fondazione Sorgente Group di Paola e Valter Mainetti è sponsor unico del progetto di valorizzazione di tre straordinari dipinti dell’Istituto Romano di San Michele che verranno restaurati per essere esposti al pubblico.

Il progetto è stato promosso dall’Istituto Romano di San Michele e affidato alla direzione dello storico dell’arte Tommaso Strinati, curatore del patrimonio dell’istituzione romana di assistenza e beneficienza, fondata alla fine del Seicento. L’alta sorveglianza sui lavori è a cura di Roberta Porfiri, storico dell’arte dell’VIII Municipio presso la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.  

Il laboratorio di restauro è stato allestito nel palazzo uffici dell’Istituto, parte dell’attuale sede progettata dall’architetto modernista Alberto Calza Bini nel 1934 a Tor Marancia, 9 ettari di area limitrofa al quartiere Eur, composto da 12 palazzine e una grande chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. Nel palazzo uffici e nella chiesa è conservato ciò che resta del vasto patrimonio artistico dell’Istituto: circa due migliaia di pezzi tra dipinti antichi e moderni, sculture, grafica, arredi, oggetti d’arte applicata, fondi librari, documentari e fotografici.

I tre dipinti inediti oggetto del restauro sono tra i più preziosi del patrimonio artistico dell’Istituto; sono di autori ed epoche diversi, e ciascuno con una specifica rilevanza.

L’opera “San Giuseppe con Gesù giovinetto” è un olio su tela di Giovanni Baglione (1573-1643). L’autore, rivale di Caravaggio, aveva eseguito per la cappella di san Giuseppe al Pantheon a Roma una pala che è andata perduta. Quella in possesso della collezione del San Michele è l’unica copia conosciuta, nonché testimonianza del pregevole lavoro di Baglione.

La tavola con “Sacra Famiglia, San Giovannino e due santi adolescenti” è attribuita da Tommaso Strinati a Carlo Portelli (1510 – 1574), grande maestro fiorentino manierista attivo a cavallo del XVI secolo. L’intervento, in particolare, riguarda il supporto ligneo e la ripulitura della splendida gamma cromatica dell’opera.

Il terzo dipinto recuperato risale agli anni Venti. Si tratta della “Madonna del Cardo” di Emma Regis, allieva sconosciuta dell’artista Giulio Aristide Sartorio e degli ultimi anni di vita delle Scuole Arti e Mestieri del San Michele, quando l’Istituto era nella sua sede storica di Trastevere.

Oltre al curatore Tommaso Strinati, fanno parte del team impegnato nel restauro Daphne De Luca (docente in Conservazione e Restauro dei manufatti dipinti su supporto tessile all'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo), e le giovani restauratrici Veronica Soro e Silvia Fioravanti.